Serie TV

American Crime

In un’America ancora lontana dalla patria della libertà e dei diritti per tutti, accade che se a rimanere vittima di una brutale aggressione e di un omicidio a sangue freddo sia una coppia caucasica, benestante e apparentemente perfetta, l’ombra del pregiudizio scenda impietosa.

E quest’ombra la vediamo bene negli occhi pieni di dolore e rabbia di Barb, la madre in lutto. Sconvolta dal dolore per la morte del figlio Matt, non perde occasione per parlare alla stampa di quanto la sua vita da madre single (divorziata) in un quartiere povero sia stata difficile, del fatto che suo figlio fosse nell’esercito e sua nuora fosse un’americana modello, reginetta di bellezza e che quindi colpire loro significava in un certo senso attaccare i valori tradizionali del Paese.

Discorsi che potrebbero apparirci come deliri razzisti dettati dal dolore, ma che poi scorgiamo anche nella polizia, che orienta da subito le indagini verso latino-americani (su segnalazione di un testimone) e afro-americani.
E parallelamente al lutto inconsolabile delle famiglie delle vittime, iniziamo a conoscere anche i piccoli e grandi drammi delle minoranze, in particolare di una famiglia di immigrati e di una coppia di tossici, le cui vite scorrono parallele sia al crimine che dà il titolo allo show che ad un microcosmo fatto di criminalità, gang, spacciatori senza scrupoli e difficoltà economiche.
Il punto di vista sarà quello della famiglia della vittima e dei sospettati, invece che quello di chi segue le indagini (e questo fatto contribuisce non poco ad incupire ulteriormente l’atmosfera generale).

Guardare il pilot di American Crime non è la cosa più semplice del mondo. Ci si arrabbia molto e ancor più si teorizza. Probabilmente scopriremo il bandolo della matassa solo alla fine della serie, ma già iniziamo a conoscere le dinamiche e tutti i principali tessitori dei fili che compongono proprio questa matassa. Il viaggio attraverso le indagini, diversi strati di pregiudizio ed il contorto sistema giudiziario a stelle e strisce (e per fortuna che non siamo in Italia) è ambientato a Modesto, in California e sarà raccontato dalla ABC con toni cupi e drammatici, ma con due protagonisti di tutto rispetto come Felicity Huffman e Timothy Hutton.

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