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Better Things

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Sam Fox é una mamma single, recentemente divorziata, che deve tenere a bada tre pesti, tutte femmine. Immaginiamo quindi che la povera Sam dovrà necessariamente dividersi tra lavoro e mura domestiche, cercando di tenere tutto per lo meno in precario equilibrio. Sam un lavoro lo aveva già prima di divorziare, un lavoro che le ha dato parecchie soddisfazioni, ma uno di quei mestieri per cui una donna della sua età inizia ad essere particolarmente difficile. La protagonista di questo Better Things é infatti un’attrice e noi la conosciamo subito dal pilot come una di quelle disposte a molto ma non a tutto per rimanere sulla cresta dell’onda. Ogni giorno si dimena tra casting improvvisati, comparsate al limite del ridicolo, doppiaggi di cartoni animati fuori dagli schemi e amicizie strampalate in pieno stile hollywoodiano. Ma non smette di lavorare nemmeno a casa, dove una piccola tribù di donne le renderà impossibile ogni desiderio di stendersi sul divano e dimenticare i problemi. Nella sua casa a Los Angeles convivono infatti quattro donne: una mamma perennemente sull’orlo di una crisi di nervi, un’adolescente ribelle, una ragazzina volubile e una bimba capricciosa. A completare il quadretto tutto femminile, la mamma di Sam, che potrebbe essere tranquillamente annoverata come quarta figlia adolescente della donna.

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Better Things – immagine by IMDB


Sembra la storia di tante donne, anche di quelle che non fanno le attrici. [Infatti molto di autobiografico della vita di Pamela Adlon rivediamo in Better Things, e lei stessa non ne fa mistero.]

Per fortuna Sam ha un asso nella manica: il sarcasmo. Con questa arma di difesa formidabile la donna affronta ogni situazione, regalando a lei cinque secondi di soddisfazione e a noi delle sane risate.

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Better Things – immagine by IMDB


Quello che ci fa storcere il naso é una sensazione generale di “già visto”, la mancanza di spunti originali che sembra essere un po’ il male delle produzioni televisive di questi anni. Better things é un assolo, un one-woman show che ha le fondamenta ben piantate sul talento della sua protagonista e non si preoccupa di curare altri aspetti. Un espediente che abbiamo già visto in altre comedy degli ultimi anni, del tutto simili come impostazioni. Un esempio é l’appena concluso Louie, scritto ed interpretato da un caro amico di Pamela Adlon, Louis C.K. Con lui la Adlon ha lavorato molto nel recente passato, comparendo sia tra gli autori che come personaggio secondario in alcuni episodi dello show appena citato. In Better Things i ruoli si sono invertiti, ed il veterano delle black comedy a stelle e strisce compare tra i produttori, mentre l’intero palcoscenico é della Adlon, indimenticata Marcy Runkle in Californication.

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Better Things – immagine by IMDB

Già rinnovata per una seconda stagione, Better Things sarà la giusta ricompensa dopo una lunga e stressante giornata. Da vedere ed amare.

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