Serie TV

Blunt Talk

Patrick Stewart come non l’abbiamo mai visto.

Tra le infinite novità di questo caldissimo autunno televisivo, esordisce in sordina una comedy prodotta da Seth MacFarlane, che conosciamo tutti come il braccio e la mente dietro Family Guy, American Dad e, più recentemente, all’irriverente orso Ted. In onda su Starz dalla fine di agosto di quest’anno, Blunt Talk si compone di soli 10 episodi. Protagonista indiscusso, sia da copione che come carisma è Walter Blunt, interpretato da un Patrick Stewart che non ti aspetti.

 

Blunt è un anchorman inglese che conduce un programma televisivo in America, elargendo consigli e battute al vetriolo. Il cinismo di Blunt deriva da un passato nell’esercito e da una nutrita schiera di ex mogli con altrettanti figli di tutte le età, che lui tenta di “sopportare” aiutandosi con abbondanti dosi di farmaci, cocaina ed alcool. Uno stile di vita che inevitabilmente influirà sul suo lavoro e che scatenerà l’ira dei suoi capi, che come è facile intuire, conoscono solo profitto e percentuali di ascolto. A far da tramite tra il viziato uomo di spettacolo e le aspettative dei boss del network che ospita lo show è la redazione, una variegata rappresentazione di incompetenza e servilismo che ogni giorno dovrà inventarsi modi sempre nuovi per riuscire ad andare in onda senza disastri.

Blunt Talk è quindi una comedy che ironizza sulla televisione di oggi ed i suoi protagonisti, raccontando la frenetica e decisamente assurda di un uomo che cerca disperatamente di rimanere popolare, nonostante l’età e le dipendenze. In tal senso riprende ambientazione e tematiche di un suo illustre predecessore, The Newsroom, ma in chiave decisamente meno etica e più assurda. In ogni episodio avremo un abbondante assaggio della sregolata vita dell’ex soldato della marina britannica (veterano della guerra nelle Falkland), tra escort transessuali e auto-interviste da montare ad arte per riabilitare il proprio nome dopo uno scandalo.

La serie, creata da Jonathan Ames, che ha nel curriculum anche una piccola perla di black humor come Bored to Death, ha ricevuto critiche piuttosto severe per quanto riguarda il linguaggio e le tematiche trattate, ma pubblico e stampa concordano che la vera forza trainante della serie è Patrick Stewart. Il grande attore inglese, ormai settantenne, dopo aver conquistato il pubblico con ruoli importanti e “seri” come quello del Capitano Picard in Star Trek: Next Generation o di Professor X nella saga cinematografica degli X-Men, si mette totalmente in gioco e grazie al suo talento, porta sullo schermo un personaggio completamente diverso ma ugualmente credibile.

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