Fargo è capitato come un regalo azzeccato da una persona che solitamente ci regala maglioni con le renne a Natale. Io per prima ne avevo sentito parlare ma talmente poco e in maniera così frammentaria che avevo deciso che sarebbe passato in sordina nei palinsesti e che forse non valeva nemmeno la pena vederlo.

Poi una donna saggia, la stessa che firma molte delle nostre recensioni più brillanti, mi ha detto due cose che hanno fatto drizzare le antenne da nerd:
– é ispirato all’omonimo film dei fratelli Cohen
– il protagonista é Martin Freeman
E se il secondo punto potrebbe sembrare frivolo rispetto al primo, considerato quanto l’omonima pellicola dei Cohen sia considerata un capolavoro di nicchia, che vanta estimatori entusiasti, in realtà l’attore inglese ha il merito di aver attirato verso Fargo il grande pubblico.
Forte della fama conquistata con le ottime interpretazioni di John Watson e di Bilbo Baggings negli ultimi anni, Freeman si presenta a noi come il remissivo uomo qualunque intrappolato in una vita ordinaria, che si ritrova suo malgrado coinvolto in una serie di eventi tragici e surreali.

Il tutto parte dall’incontro con uno sconosciuto, che costringe il nostro protagonista riflettere su cosa potrebbe cambiare nella sua banale vita se solo sua moglie, una delle fonti della sua frustrazione, morisse.

Un pensiero tanto terribile quanto allettante, che si concretizzerà poco dopo e che risulterà essere il primo anello di una catena di situazioni costantemente in bilico tra comicità ed efferatezza.

Un uomo qualunque, dunque, inserito in un microcosmo che si sta sbriciolando sotto i suoi piedi, all’apparenza solo perché ha tentennamento per un attimo, pensando alla sua vita senza l’ingombrante consorte.

Un pilot superbo, che non ha deluso le aspettative, seguito da episodi dai ritmi non proprio frenetici ma che hanno sempre saputo regalare momenti di grande impatto.

Noi di LB Cinema vi consigliamo di concedere una possibilità a questa serie, perché, onnivori come siamo di serie tv, ormai sta diventando veramente difficile stupirci.