Serie TV

Guilt

Due ragazze straniere dividono un appartamento a Londra, dove vivono per motivi di studio. Dopo una serata ad alto tasso alcolico passata in un locale, decidono di continuare la festa anche a casa, ma il tutto finisce nel peggiore dei modi quando la mattina seguente una delle due giovani verrà ritrovata brutalmente assassinata.

Vi ho raccontato subito la trama, senza troppi preamboli, perché la serie sembra ispirata ad un fatto di cronaca che qui in Italia conosciamo bene, soprattutto per l’impatto mediatico che ha avuto, quello del delitto di Meredith a Perugia (ma conosciuto più come il caso di Amanda Knox). Ma le analogie, seppur evidenti, non entrano mai troppo nello specifico, mantenendo la storia di Guilt del tutto originale.

Molly è la ragazza irlandese che conosciamo come vittima e di cui scopriremo la vita poco a poco. La sua coinquilina e principale sospettata per il delitto è Grace, una ragazza americana fidanzata con l’aspirante pittore francese Luc. È proprio con lui che Grace passa la notte dell’omicidio, dopo aver assunto un discreto quantitativo di droga e alcol, dettaglio che forse spiega le loro risposte confuse alla polizia durante le prime fasi delle indagini.

Non fatevi però trarre in inganno da questa trama poliziesca e dalle tinte thriller, Guilt è una serie tipicamente adolescenziale, in cui abbondano manzi e belle fanciulle, che si ritrovano in situazioni esageratamente morbose e torbide storie d’amore inserite un po’ a caso, così come sembra essere messo lì semplicemente per far parlare di sè, il personaggio di Theo e la sua villa a metà tra Eyes Wide Shut e 50 Sfumature di Grigio.

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