Si chiama Harlots, parola dell’inglese arcaico che indicava le prostitute, quelle che esercitano la professione nei bordelli, e proprio di costoro parla. Anzi, in Harlots le prostitute sono le protagoniste indiscusse: donne forti e perfettamente consapevoli del loro ruolo. Nello scorcio di Londra del 1763 in cui veniamo introdotti, conosceremo due bordelli concorrenti, estremamente diversi tra loro ma entrambi gestiti in maniera energica da altrettante donne di successo, abili imprenditrici tanto quanto molti uomini del loro tempo.

Harlots
Harlots – immagine by IMDB

Uno di questi bordelli é gestito da Margaret Wells (Samantha Morton) ed è famoso per essere rozzo ed accessibile, senza alcun fronzolo inutile per la propria clientela; l’altro é gestito dalla ben più raffinata Lydia Quigley (Lesley Manville) ed é pulito, profumato e pieno di ragazze con ingombranti parrucche che accolgono gli avventori parlando in francese.

Ma mentre le due donne lottano quotidianamente per sopravvivere ed attrarre nuovi clienti, arrivando perfino a “svendere” per poche sterline la verginità delle figlie una nuova minaccia rischia di compromettere entrambe le attività: una nuova ondata di moralismo bigotto presente in città.

Esplicita nei contenuti e nei toni ma mai eccessiva né volgare, Harlots é una ventata di freschezza per la televisione britannica, che mostra un lato inedito della vecchia Londra del IIX secolo, di cui sentivamo il bisogno come spettatori.

Harlots
Harlots – immagine by IMDB