Serie TV

Heroes Reborn

Nel lontano 2006 Heroes faceva capolino su NBC in America, introducendo ad un pubblico molto più che curioso una carrellata di supereroi originali, non tratti da nessun fumetto, con poteri diversi e molto spettacolari, che si ritrovano ad interagire tra loro. Persone comuni che un giorno scoprono di poter compiere azioni incredibili e che inevitabilmente finisco per attirare curiosi, studiosi e gente disposta a tutto per sfruttarli o per eliminarli. Idea bellissima, le facce giuste e trama da sviluppare lentamente avevano affascinato il mondo televisivo, non ancora sommerso da vigilantes o agenti superspecializzati che danno ordini agli Avengers. Ma le facce e gli effetti speciali non sono bastati a consacrare la serie, che ha scritto la propria condanna all’oblio e all’inevitabile cancellazione proprio per le trame, sempre più inverosimili quanto stancanti.

Oggi Tim Kring ci riprova, e promette di aver imparato dai propri errori. Consapevole, forse, della disaffezione prematura (e totale) dei suoi antichi fan, confeziona un sequel non-sequel, ambientato dopo gli eventi della quarta ed ultima stagione. Perfettamente fruibile anche da chi non ha nemmeno iniziato la visione della serie madre, Heroes Reborn rispolvera Noah Bennet (il papà della cheerleader da salvare, per chi se lo ricorda) come unico personaggio regolare anche in questo sequel (numerose saranno comunque le guest star che abbiamo conosciuto in Heroes come protagonisti).

  

In seguito ad un tragico attentato durante una convention nella città di Odessa (Texas) le persone geneticamente evolute [conosciute come evo(s)] vengono accusate di ambire alla distruzione totale dell’umanità (quella “standard”) e vengono quindi ghettizzati e perseguitati, tanto da doversi nascondere, soprattutto dalla vendicativa ed efferata coppia di coniugi Luke e Joanne, intenzionati a vendicare la morte del proprio figlio.

Tra vecchie dinamiche e nuove minacce, i novelli evos dovranno compiere lo stesso cammino dei loro predecessori: unire le forze per salvarsi o buttarsi nel lato oscuro e seminare violenza. Tra le new entry che si fanno subito notare, due giovanissimi mutanti: Tommy, in grado di teletrasportare cose e persone che tocca (lui pensa in un primo momento di farle semplicemente sparire) e Miko, giapponesina che sembra uscita da un fumetto e che promette di non farci rimpiangere troppo l’amato Hiro, in grado di entrare in una realtà virtuale in stile videogame.

   

Le carte in tavola per un prodotto di qualità ci sono tutte, così come il retaggio di quanto di buono si era riusciti a costruire nelle prime due stagioni della serie madre; ora non ci resta che aspettare e vedere se effettivamente si è imparato dagli errori passati.

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