Ottenuto finalmente il lavoro dei suoi sogni in Italia, Kevin è ben contento di lasciare il cubicolo che lo ha ospitato negli ultimi anni, tanto che alla sua stessa festa di addio, organizzata dai colleghi festaioli, esagera un tantino con l’alcool. Tornato a casa decisamente alticcio, decide di rivelare alla sua vicina di scrivania Audrey tutto il suo amore incondizionato, tenuto segreto per timidezza e a causa del nerboruto fidanzato di lei.

Destino vuole però che il lavoro salti all’improvviso e che Kevin abbia come unica possibilità di non finire sotto i ponti quella di implorare di riavere il suo vecchio impiego, nonostante l’imbarazzo di aver ormai rivelato il suo grande e romantico segreto.

Serie coloratissima e brillante, che prende le atmosfere di Selfie e le migliora, confezionando una comedy tutto sommato gradevole, seppur non originale. Le situazioni in cui il povero protagonista si ritrova lo rendono simpatico senza che sia descritto come uno zimbello, ed il suo oggetto del desiderio non è – stranamente – nè troppo antipatica nè irragiungibile.

A completare il quadro di “disgrazie” dell’impacciato impiegato, ci sono dei personaggi secondari che nulla hanno da invidiare a veri e propri protagonisti, tra cui spiccano senza dubbio il migliore amico di Kevin, palestrato dai nobili sentimenti, il capo un po’ ninfomane e la coinquilina di Audrey. Ultimo personaggio degno di nota è la sorella minore di Kevin, che irrompe nella sua vita (e casa) nel momento peggiore, contribuendo a spostare la lancetta del karma del povero protagonista sempre più verso la sfortuna più nera.