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Legends

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Quando sei un agente FBI iper specializzato nell’andare sotto copertura per anni, assumendo di volta in volta e per diversi mesi delle identità fittizie anche molto diverse tra loro, ci può stare che alla fine perdi un attimo il contatto con la realtà e ti sorga il dubbio su quale sia il tuo vero nome e la tua vera vita (altro che metodo Stanisvlaskij). Per intenderci, non è che i primi accenni di insanità o di eccesso di stress li devi avvertire quando sbagli firma sull’assegno da dare alla ex moglie petulante (e una delle tante femmine che vorrebbe che il consorte cambiasse lavoro una volta che ha l’anello all’anulare) o, peggio ancora, quando uno sconosciuto dallo sguardo per niente da schizzato ti dice che forse quella che credevi la tua “vera vita” non è che un’altra identità fittizia.

Invece nella nuova serie di TNT, Legends, accade proprio che Martin Odum, stakanovista delle false identità (dette in gergo, per l’appunto, legends), già incline a confondere la storia di copertura dalla realtà (e per questo guardato con sospetto da colleghi e martoriato dal capo, che lo vorrebbe in seduta costante con il terapista dell’Agenzia), incontra un uomo misterioso che lo costringe a riflettere sulla sua vita e a porsi degli scomodi interrogativi.

Ma nonostante i dubbi e le indagini per scoprire la verità, Martin non smette di lavorare sotto copertura per la Division of Covert Operations (DCO), insieme ai colleghi Crystal, con cui in passato ha avuto un flirt e Maggie, abilissima nel creare alla velocità della luce nuove identità.

Un telefilm che non aggiunge nulla al già visto se non il simpatico faccione di Sean Bean, da vedere nel tempo libero e se siete insaziabili amanti del genere.

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