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Ci è voluto un avvocato perseverante ed ostinato, Constance Griffiths, per far uscire dal carcere l’ex poliziotto Charlie Crews, accusato di un delitto mai commesso. Come risarcimento per l’ingiustizia subita, oltre ad una cifra da capogiro in dollari, non solo gli viene ridato il suo vecchio lavoro, ma viene promosso a detective.

Con i suoi bizzarri comportamenti e il suo stile decisamente fuori dagli schemi, Crews renderà la vita difficile sia ai criminali che alla sua nuova partner, Dani Reese, scontrosa poliziotta tutta d’un pezzo.

  

Riconoscente per la nuova opportunità che gli è stata concessa ma desideroso di scoprire la verità su chi lo abbia incastrato ed i motivi che lo hanno spinto a farlo, Charlie continuerà ad indagare a titolo personale sulla vicenda che lo ha visto protagonista, insieme al suo grande amico Ted, conosciuto dietro le sbarre.

Questa serie, che non brilla sicuramente per originalità e drammaticità, possiede però delle caratteristiche che la rendono a suo modo unica, complice un protagonista assolutamente all’altezza, un Damian Lewis che nemmeno troppi anni dopo apprezzeremo molto meglio in Homeland.
Punti di forza delle due stagioni andate in onda prima della cancellazione sono sicuramente il rapporto di Charlie con la nuova collega e l’esplorazione di come, volente o nolente, l’esperienza dietro le sbarre abbia cambiato il suo modo di vedere il mondo e le piccole cose che spesso si danno per scontate.

 

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