Film

Logan

Per il terzo e conclusivo capitolo della saga dedicata al mutante più famoso tra tutti gli X-Men, James Mangold sposta l’azione in un prossimo futuro. Siamo nel 2029 e da circa 25 anni non nascono più mutanti. Gli ultimi rimasti in vita, tra cui lo stesso Wolverine (Hugh Jackmaned il suo amico e mentore Xavier (Patrick Stewart), conducono una vita ai margini, da emarginati.

Patrick Stewart e Hugh Jackman

Patrick Stewart e Hugh Jackman – immagine by IMDB

Logan, il cui potere rigenerante si é indebolito con gli anni, si é ritirato in Texas, a El Paso, dove ha trovato un lavoro modesto e si prende cura dell’ormai novantenne Professor X, i cui poteri psichici stanno diventando sempre più imprevedibili. Ma i suoi tentativi di nascondersi e di vivere in tranquillità vengono meno quando una donna dal vicino Messico, arriva da lui presentandogli una bambina di nome Laura (Dafne Keen), una mutante, a cui in molti danno la caccia.

Per essere un film dedicato ai supereroi, Logan si distingue nettamente per il tono. Sapevamo che doveva concludere un ciclo, ma forse non immaginavamo un’opera così sfacciatamente crepuscolare, intrisa di malinconia e raccontata come un western malinconico. Né nei trailer né nelle immagini promozionali notiamo un riferimento agli X-Men o al nome con cui negli anni abbiamo conosciuto Logan (Wolverine).

Patrick Stewart, Hugh Jackman e Dafne Keen

Patrick Stewart, Hugh Jackman e Dafne Keen – immagine by IMDB

 

Salutiamo quindi Logan con affetto, immersi in quell’atmosfera quasi apocalittica che vediamo sullo schermo, rimpiangendo l’alchimia perfetta tra lui e Xavier.

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