Cinemax tenta il colpo grosso, reclutando tra le sue fila un pezzo da novanta come Robert Kirkman, autore del fumetto divenuto poi fenomeno televisivo The Walking Dead. Reduce dall’enorme successo dell’appena citata opera sull’epidemia zombie, Kirkman ha recentemente pubblicato un fumetto, Outcast (conosciuto in Italia come Outcast – Il Reietto) in cui sono palesi le stesse atmosfere horror del predecessore.

Kyle è un uomo che si sente perseguitato. Non da un vicino invadente, non dalla sfortuna, bensì da un demone, che molti anni prima aveva posseduto sua madre. Lo sappiamo attraverso alcuni inquietanti dettagli e da molti flashback, che ci mostrano un giovanissimo Kyle vittima della furia cieca di una donna non in sè, spesso chiuso per ore in un angusto armadio e visibilmente provato. Da quei momenti sono passati diversi anni, il giovane ha provato a farsi una famiglia, ma a quanto pare qualcosa è andato storto. Il fatto che Kyle stia soffrendo e si senta responsabile di qualcosa è palese: tornato di recente a casa nella nativa Rome, sopravvive precariamente, tra quattro mura che somigliano a quelle di una prigione. Tenta di aiutarlo sua sorella adottiva, Megan, nonostante suo marito Mark, un agente della polizia locale, preferisca che la sua famiglia non abbia contatti con il giovane.

Mano a mano che passano i minuti scopriamo altri dettagli, ma il quadro generale fatica a delinearsi. Questo particolare contribuisce alla costruzione di un’atmosfera sospesa, un limbo in cui tutti tranne noi sappiamo cosa sia realmente successo a Kyle e alla sua famiglia, mentre nel presente succedono cose che ci riportano a pellicole horror di molti anni fa, eventi il cui grande burattinaio sembra essere il Diavolo in persona. Fin dai primi minuti conosciamo Joshua, un bambino come tanti, che all’improvviso inizia a manifestare tutto il repertorio di Linda Blair: contorsionismo estremo, urla, levitazione, ecc..
La povera madre, disperata, si affida all’esperienza del reverendo Anderson, che convince Kyle a seguirlo nel tentativo di liberare Joshua dal demoniaco ospite.

Tra ricordi e misteri, Outcast inizia così ad insinuarsi nella testa di noi spettatori curiosi, rapiti dal pathos crescente e dall’esigenza di saperne di più, che forse soddisferemo dopo qualche episodio o forse no.