Serie TV

Ray Donovan

Vi mancano davvero troppo I Soprano e i loro drammi tutti in famiglia da risolvere a suon di pallottole e segreti?
Siete in astinenza estiva dalle magagne cittadine da gestire con svariate bustarelle e litri di alcol di The Boardwalk Empire?
Beh, niente paura, perchè c’è chi vi pensa e lavora per voi!
Showtime dall’estate 2013 ha infatti pensato a tutti voi e ci ha regalato questa bella novità: Ray Donovan.
Il titolo ci introduce già il protagonista assoluto della serie: Ray è quello che si potrebbe definire “faccendiere”, anche se suona meglio il termine inglese fixer, a mio parere anche più adatto al tipo di lavoro che svolge.
Ray è figlio di un criminale locale, cresciuto senza madre, con un padre dietro le sbarre e due fratelli a cui badare: un ex pugile malato di Parkinson e un disoccupato tormentato dal suo passato da vittima di abusi sessuali. Proprio Ray, il più intelligente e responsabile dei tre, finirà per sostituire il padre come “capofamiglia”, trovando un lavoro al limite della legalità ma necessario per provvedere alla sua famiglia, lavorando con agenti del mondo dello sport e dello spettacolo, importanti avvocati ma anche sicari e in generale mercenari che non fanno troppe domande, per semplificare la vita dei suoi ricchi, ricchissimi clienti.

Ray nasconde per loro delle verità scomode, ripulisce scene del crimine, pedina, minaccia e paga tangenti, il tutto nella quasi totale normalità: ognimattina infila il completo buono, saluta moglie e figli adolescenti e va in ufficio, come fosse un impiegato statale.

 

Le cose funzionano abbastanza bene: Ray è famoso nel suo ambiente, risolve le grane di persone importanti senza mai dare nell’occhio, costruendo a suo modo un piccolo impero in stile “mafia” (affermazione da prendere con le pinze) che appare solido come una roccia fino a quando la prematura uscita di prigione del vero capofamiglia non getterà scompiglio nella sua vita personale e lavorativa.
Ray inizierà a mostrare delle debolezze, sarà costretto a rimediare a degli errori che non avrebbe mai voluto commettere, dovrà spiegare verità storiche alla famiglia e dovrà capire le vere intenzioni del genitore.
Si parla di criminalità, estorsioni, insabbiamenti e burrasche familiari. Ci si può annoiare se non si ama il genere, ma di certo non si rimane indifferenti di fronte alla cura dei dettagli.

questo è parlar chiaro!

Se dalla trama potrebbe apparire infatti come la versione violenta e senza peli sulla lingua di Scandal oppure una leggera deviazione geografica da Banshee, oltre che una versione moderna e meno italiana de I Soprano, Ray Donovan si distingue per lo stile, senza dubbio.
La serie sembra scritta e girata non tanto per catturare grandi masse di pubblico festante, bensì la critica, giocando su intensità, scene da ricordare, realismo e personalità del protagonista, tanto spietato nel lavoro quanto amorevole con gli affetti.
Realistico e mai banale, questo show promette di farsi ricordare, anche grazie ad un cast ben scelto e preparato, tra cui spiccano il sempre verde (e sempre cattivo) Jon Voight e il protagonista, Liev Schreiber, prezzemolino in molti film di azione, che sembra proprio avere faccia e fisico giusti per questo ruolo.

Katherine Moennig non era così cazzuta dai tempi di L Word, sapevatelo

In definitiva io questo Ray Donovan non lo consiglio a tutti, ma solo a chi non ha paura di pugni e pistole ed è alla ricerca di un prodotto di qualità in un mare di serie estive senza arte né parte.

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