Serie TV

The Path

Eddie Lane ha alle spalle un passato turbolento, fatto di lutti e dipendenze. La sua vita cambia decisamente rotta dopo l’incontro con Sarah e con la comunità in cui è nata è cresciuta, custode di un culto (o “movimento” come preferiscono che venga chiamato) che promette di liberare tutti dal dolore e aspirare ad una vita migliore quando il mondo finirà. Fondato dal dottor Steven Meyer nei primi anni ’70 dopo una rivelazione mistica, il movimento Meyerista somiglia non poco a quella Scientology che conosciamo bene nella realtà, con cui condivide anche il sistema gerarchico a gradini, attraverso il quale si può entrare come semplici Interessati e aspirare alla leadership, superando determinate sfide e prove di fede. Gli adepti vivono in spazi organizzati come piccoli villaggi, dedicandosi a quelle attività necessarie per la sopravvivenza della comunità stessa e tentando in tutti i modi di evitare il contatto con le persone esterne, considerate ignoranti e in qualche modo pericolose.

Al ritorno da un viaggio spirituale in Perù, Eddie inizia ad avere dei dubbi sul movimento, soprattutto sul successore designato di Meyer, il suo amico Cal, personaggio carismatico ma in costante lotta con il suo “lato oscuro”. Inizia così un racconto in 10 episodi (già rinnovato per una seconda stagione) sulla mente umana, sulle suggestioni, sulla fede in qualcosa di divino ma anche sulla fiducia nelle persone, confezionato come un thriller psicologico a tinte fosche, dove l’unica luce che vediamo è quella che ci viene promessa, mentre la vita dei seguaci è un susseguirsi di ombre. Eddie sa che la sua Sarah ha una fede cieca e inattaccabile, quindi non può correre il rischio di rivelarle i suoi dubbi; si rivolge quindi ad Alison, ex seguace convinta che il culto sia responsabile della morte del marito. Ma a porsi domande sull’opera del dottor Meyer c’è anche l’FBI…

Non nascondiamo la testa sotto la sabbia: al di là della trama e di tutte le recensione che possiamo leggere, ci avviciniamo tutti per la prima volta a The Path per il cast artistico: vi troviamo infatti volti molto noti di altri show ormai terminati come Aaron Paul (l’indimenticato Breaking Bad), Hugh Dancy (Hannibal).

Un pilot lungo e lento non deve scoraggiarvi dal proseguire la visione di The Path, serie realizzata da Hulu senza l’artificio di sensazionali colpi di scena, ma con una trama complessa e il gioco di flashback mirati a non rivelare troppo della personalità dei protagonisti. Nei primi episodi non riusciamo infatti a farci un’idea chiara su chi siano i veri buoni o i veri cattivi, pur sapendo da subito da che parte sia la verità.

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