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The Theory of Everything

the theory of everything

Stephen Hawking, giovane fisico e cosmologo presso l’università di Cambridge, poco prima di scoprire di essere affetto dalla malattia del motoneurone, che ne avrebbe da lì a breve compromesso molte funzioni motorie, conosce Jane, dottoranda in letteratura.

Nonostante fossero due persone apparentemente molto diverse tra i due scatta l’amore. Decidono di sposarsi ed utilizzare al meglio i 2 anni di vita che rimangono da vivere a Stephen secondo i medici.
Così, mentre il fisico si concentra sul suo lavoro e pubblica importanti lavori sulle origini dell’universo e sulla teoria del Big Bang, Jane rinuncia ad una carriera per sè e per amore decide di fare la mamma e la casalinga a tempo pieno.

Nonostante l’amore e la buona volontà, il lavoro è molto impegnativo e spesso Jane si trova a dover sopportare situazioni difficili come la decisione di non staccare la spina al marito dopo il grave malore in seguito ad una polmonite. Stephen continuerà a vivere e lavorare, ma dovrà subire una tracheotomia, che gli impedirà definitivamente di parlare (operazione già compromessa dall’avanzare della sua malattia). Da lì in poi il cosmologo comunicherà con i suoi studenti e con il mondo attraverso un’innovativo apparecchio di sintesi vocale, con la voce meccanica che abbiamo ormai imparato a riconoscere ed amare.

Il titolo “La teoria del tutto” fa riferimento ad uno dei grandi sogni ed obiettivi di Hawking, quello cioè di riuscire ad elaborare una formula matematica semplice, in grado da sola di spiegare tutte le dinamiche che regolano le forze dell’universo. Tema centrale, sviluppato per tutti i 120 minuti del film, è il tempo: tempo da studiare e capire, tempo da utilizzare al meglio delle proprie forze, tempo da manipolare (un giorno).

There should be no boundaries to human endeavor. We are all different. However bad life may seem, there is always something you can do, and succeed at. While there’s life, there is hope.

Il film, piuttosto che insistere sul netto contrasto tra una mente sempre attiva ed un corpo costretto all’immobilità troppo presto, preferisce giocare sui sentimenti, sull’evoluzione del rapporto tra Stephen e Jane, sulla voglia di vivere e lavorare nonostante tutto e su come riuscire a sopravvivere meglio alle disgrazie, usando l’ironia come un’arma potente.

Una pellicola inevitabilmente intensa, commovente e terribilmente umana, impreziosita da un’eccellente interpretazione da parte di entrambi i protagonisti. Da vedere anche se non capite un’acca di fisica.

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