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Van Helsing

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Non fatevi ingannare dal titolo e dimenticate il cacciatore di vampiri più famoso della letteratura moderna così come lo conoscete. Date il benvenuto ad una sua diretta discendente, tale Vanessa Helsing, che si risveglia dopo un sonno indotto lungo pochi anni mentre il mondo è alle prese con un’Apocalisse di non-morti succhiasangue. All’interno di una struttura di massima sicurezza sorvegliata da forze militari, la giovane donna si scoprirà essere un’arma segreta contro i Vampiri.

SyFy si conferma regina indiscussa del pressapochismo televisivo. Dopo una serie di flop più o meno clamorosi, tenta il tutto per tutto presentandoci una donna che ha nel sangue la lotta ai vampiri e da subito si scopre incredibilmente abile nel combatterli anche a mani nude. Un’arma segreta ed una risorsa preziosa per il genere umano, decimato e costretto a nascondersi da un’improvvisa invasione di ematofagi dalle sembianze mostruose, disposti a tutto pur di nutrirsi di sangue fresco. Il format poteva essere originale forse una decina di anni fa, quando ci disperavamo per la fine ingloriosa di Buffy e non eravamo stati ancora sottoposti ad un’orgia di zombie declinati in ogni forma (The Walking Dead, ZNation e Fear the Walking Dead giusto per citare i più longevi) e ad altri show apocalittici a tema vampiresco in cui l’umanità è costantemente in pericolo come The Strain). Nel 2016 non si sentiva il bisogno di scomodare il buon vecchio Abraham Van Helsing per rendere interessante un qualcosa che non potrà mai esserlo.

Per perditempo.

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