Film

Alice Through the Looking Glass

Avevamo lasciato la nostra biondissima eroina inglese di ritorno da Wonderland con tutte le intenzioni di emanciparsi e partire per nuove avventure. La ritroviamo oggi al timone di Wonder, nave di famiglia, mentre percorre la rotta verso casa. A Londra si troverà nel mezzo di una situazione complicata, in cui la sua famiglia rischia di perdere la proprietà dell’imbarcazione per una leggerezza di sua madre e per l’astio dell’uomo che Alice stessa ha rifiutato come marito.

Nel frattempo, Alice viene coinvolta anche in altri problemi, nell’altro mondo che le piace frequentare. Guidata dal brucaliffo, Alice entra attraverso uno specchio e si ritrova di nuovo catapultata a Wonderland, dove i suoi vecchi amici la accolgono a braccia aperte, sebbene preoccupati per il Cappellaio Matto, che sembra decisamente fuori fase. Convinto di aver trovato la prova tangibile che la sua famiglia, creduta perduta da tempo, sia ancora viva, convince Alice a chiedere aiuto al Tempo (proprio il tempo in persona) che nonostante la avverta della pericolosità della cosa, non riesce a fermarla dal tentativo di viaggiare indietro nel tempo per scoprire come siano andate realmente le cose.

Il trailer e le anticipazioni ci hanno presentato il Tempo come il villain della situazione, l’antagonista con intenzioni malvagie da sconfiggere, mentre guardano Alice Attraverso Lo Specchio (nome italiana del film in questione) ci si rende conto che un vero e proprio “cattivo” nel film non c’è, esattamente come non si riscontra una trama degna di una pellicola Disney. Costantemente a metà tra una visione onirica poco interessante (né avventurosa, né inquietante) ed una vera e propria allucinazione, il film ha poco da raccontare. Alice non torna a Wonderland per una nobile missione e tantomento sfida il Tempo con la ragione, ma più per un capriccio. Gli unici personaggi che vengono trattati con rispetto dalla storia sono l’immancabile Cappellaio e il Tempo stesso; perfino la dualità tra le due regine sorelle ci viene descritta questa volta come un rancore fanciullesco. Tutti gli altri abitanti di questo mondo di mezzo fungono da mere comparse, e si fanno vedere semplicemente perché sappiamo che dovevano essere lì.

“Il tempo non è ladro, è un regalo”

 

Per realizzare questo sequel, Tim Burton ha lasciato il ruolo di regista per ricoprire quello da produttore. Non è questo un dettaglio da poco, considerato che in Alice Attraverso Lo Specchio vengono mantenute la atmosfere sature di colore e i personaggi dall’aspetto volutamente gotico (in pieno stile burtoniano) ma che nulla riprendono della loro caratterizzazione iniziale.

Alla regia troviamo questa volta James Bobin (già regista di entrambe le pellicole dedicate a I Muppet) mentre si conferma alla sceneggiatura Linda Woolverton, che ha lavorato ad altri film Disney come La Bella e La Bestia, Il Re Leone e Maleficent. Nel cast artistico ritroviamo tutti i protagonisti principali del film del 2010: Mia Wasikowska (Alice Kingsleigh), Johnny Depp (IlCappellaio Matto), Helena Bonham Carter (La Regina Rossa), Anne Hathaway (La Regina Bianca) ed un bravissimo Sacha Baron Cohen (Il Tempo). Colonna sonora affidata ancora una volta a Danny Elfman, mentre la canzone sui titoli di coda è di Pink.

  

N.B. Ho aspramente criticato la trama di Alice Through The Lookng Glass, ma non ho specificato che nonostante il titolo, il film non ha praticamente nulla a che fare con quanto contenuto nell’omonimo libro di Lewis Carroll.

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