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Gotham

Da queste parti si attendeva il pilot di Gotham come un evento. Perchè a noi Bruce Wayne, milionario dalla mascella spigolosa e dalla personalità non proprio gioviale, piace da morire. Sarà perchè è l’unico supereroe “famoso” a non vestire con sgargianti tutine attillate, sarà anche perchè non possiede nessun super potere innato o acquisito per caso (a parte il conto in banca). Forse molta della sua attrattiva sta nel fatto che viva in una città che sembra rimasta all’epoca vittoriana nei colori e nelle forme, talmente bella da riuscire a contenere tutto il brutto dell’umanità, soprattutto corruzione e altissimi livelli di psicopatia. Ma se prendiamo la fascinosa Gotham e le togliamo quello che faceva di lei la co-protagonista di mille storie raccontate su carta e celluloide, ovvero il suo cittadino più virtuoso ed illustre, continuerà ad avere lo stesso fascino? Ecco perchè da mesi si leggono online domande del tipo: “un telefilm su Batman ma senza Batman?”. Noi qui non ci facciamo questa domanda, perchè in uno slancio poetico ci piace pensare che i veri protagonisti di questa serie saranno i villains, quelli che sono sempre rimasti un po’ in secondo piano, ma senza i quali Batman non sarebbe Batman. Inoltre, ci accontentiamo di una Gotham in cui il crimine non lo si combatte con maschera e mantello, ma con pistole e manganelli. Ovviamente non sarà la stessa cosa, e spesso ci mancheranno i dilemmi esistenziali di Bruce, la Batmobile e tutte le altre diavolerie tecnologiche, ma se la FOX ha commissionato un prequel, di un prequel si deve trattare. L’impressione generale che abbiamo avuto è che il team di autori abbia voluto strafare: vuoi per la sana paura di fallire il colpo, vuoi per evitare di mostrare un qualcosa che sapesse di già visto. In soli 40 minuti vediamo infatti un assaggio di tutto quello che questa serie potrà offrirci. Si parte da quello che gente più qualificata chiamerebbe l’evento scatenante dello spirito di vendetta del giovane Bruce, ovvero il brutale omicidio dei suoi genitori, per poi passare alla presentazione del radicato intreccio tra istituzioni e malavita locale.

E proprio da questo groviglio di mazzette, minacce e connivenza dovrà trovare la forza ed il coraggio di tenersi alla larga l’acerbo detective Gordon, appena arrivato in città con la biondissima fidanzata Barbara. Lo stesso uomo che una volta diventato commissario, non concluderà più un arresto senza l’intervento del Cavaliere Oscuro (non me ne voglia il baffuto Jim) qui mostra muscoli e distintivo senza tentennamenti, dimostrando buon cuore ma anche una abbondante dose di coraggio. Al suo fianco il già disilluso Harvey Bullock, insieme a tutta la schiera di celebri antagonisti che abbiamo imparato a conoscere un po’ alla volta, stavolta inseriti nella storia quasi alla rinfusa, spesso senza seguire nè linea temporale nè storia originale (questo mi fa un po’ temere per il futuro).

La grande incognita che si prospetta all’orizzonte riguarda il fatto che conosciamo la grande mente che sta dietro Gotham, lo stesso Bruno Heller che con The Mentalist ci ha fatto penare per sei stagioni per conoscere Red John e che dopo la grande rivelazione ha completamente stravolto la sua stessa creatura. Il rischio è di ritrovarci di fronte ad un procedural dall’ambientazione fighissima e poco più. Inoltre, e lo accennavo poco sopra, la sensazione generale è stata quella di aver assistito ad una “sfilata” di personaggi, alcuni inseriti nel pilot giusto per farci venire l’acquolina in bocca. Ma da queste parti ci sentiamo ottimisti. Per noi il pilot è stato più che buono, le premesse sono sembrate ottime e la fotografia eccellente, nonostante il supporto della colonna sonora non sia stato all’altezza (intendiamoci, per Gotham la colonna sonora deve essere superba, quella città merita un altro Danny Elfmann o Hans Zimmer).

P.S. In questo articolo scrivo spesso “noi” perchè mi andava di sembrare colta come un Cicerone qualsiasi, ma in realtà è solo l’opinione dell’autrice del post, come sempre succede.  

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