Chiunque vi dica che questa è una storia sull’emancipazione femminile e che la Disney stia cambiando modo di raccontare le femmine nelle proprie storie MENTE. O meglio, mente in parte. Riconosciamo lo sforzo di evitare di descrivere principesse e donzelle come deboli succubi di cavalieri poco virili o rassegnate passivamente al loro destino, ma si può fare decisamente di più.

Prendiamo ad esempio Maleficent, non il film di cui stiamo parlando, ma il personaggio fiabesco che abbiamo conosciuto, se non dai libri, almeno dal classicone della Disney stessa, La Bella Addormentata nel Bosco. Di lei sappiamo che è un villain senza scrupoli e senza pietà, mentre qui, a conti fatti, diventa una molle tenerona, innamorata prima di un giovane insulso che la tradirà per la gloria, e poi di una bambina insopportabile e giuliva.
Ma anche no.

maleficent

Non può e non deve bastare una battuta e uno sguardo languido per trasformare un cattivo in un orsetto del cuore! Maleficent aveva subito un torto enorme ed era diventata una potente strega, terrore del reame, a cui ogni prode cavaliere tentava di dare la caccia. Eppure ci raccontano che in fondo al suo cuore ella rimane la soave fatina dei boschi che si accoccolava sui prati col fidanzatino?

No, cara Disney. Passi una protagonista meravigliosa (una superba Jolie), gli effetti speciali e alcune battute azzeccate, ma in cuor mio non riesco a perdonarti lo svilimento di una mente ed un cuore diabolici come pochi.

I had wings once, and they were strong. They could carry me above the clouds and into the headwinds, and they never faltered. Not even once.