Serie TV

Scream Queens

Arrivati oramai al quinto episodio della nuova serie del buon Ryan Murphy, ossia quasi a metà del percorso previsto per la prima stagione, è giusto tirare le somme ed esprimere un’opinione in quanto con le serie murphyane, i canonici due episodi non sono sufficienti. Il vostro amato staff, spesso in linea con i gusti televisivi, in questa istanza si è nettamente diviso. Anzi, la collega Vanessa si è addirittura rifiutata di esprimere un’opinione, segno inequivocabile del suo reale pensiero in merito alla serie.

Devo dire che, invece, Scream Queens a me piace. Certo, è poco più di un girotondo colorato nella mente degli scrittori, ma sicuramente riesce ad intrattenere e a divertire. La trama gira intorno ad una di quelle case di “sorellanza” (da non confondere con “tolleranza”, anche se dando retta ad una miriade di telefilm, non c’è molta differenza) che esistono nei campus universitari americani, le cui abitanti vengono prese di mira da un feroce serial killer mascherato da diavolo rosso il quale sembra voler retribuzione per un fatto di sangue avvenuto venti anni prima. Sebbene l’intreccio ricalchi troppo fedelmente la falsariga di AHS: Coven, probabilmente il capitolo peggiore dell’antologia, se ne distacca sia per l’intenzione di creare un prodotto splatter dai risvolti tragi-comici (e qui viene in mente la scena con la sosia di Taylor Swift sorda che viene falciata da un tagliaerba mentre canta allegramente) sia per i personaggi che vengono presentati.

Particolarmente convincenti sono Chanel Oberlin (Emma Roberts), nel ruolo della ReginaSupremadelleStronze la quale, pur essendo insopportabile, è la forza trainante della trama, che altrimenti si affloscerebbe intorno alla vaga presunzione di gialletto domenicale, la Preside Munsch (Jamie Lee Curtis) che sembra però essere impostata su una Sue Sylvester meno grintosa e Chanel #3 (Billie Lourd) che mantiene perlopiù il ruolo di comic relief, ma con garbo. Insomma, la sufficienza è decisamente meritata in quanto se si hanno ben chiare le premesse (abbastanza sciocchine) e si contengono le aspettative, è un buon prodotto d’intrattenimento.

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