Costato – aiuto – circa 100 milioni di dollari, The Crown ci racconta il Novecento, visto attraverso la vita personale di uno dei suoi protagonisti più importanti. Elisabetta II, la più longeva tra i regnanti del Regno Unito, appare agli occhi della mia generazione come la bonaria vecchietta che ama vestire con colori pastello e cappellini perfettamente abbinati, che ama i cani Corgi e le corse di cavalli. Eppure la sovrana inglese, salita al trono nell’immediato dopoguerra, ha vissuto da protagonista tutto quello che il Ventesimo Secolo aveva da offrire: guerre, crisi economiche e politiche, pettegolezzi e crisi di palazzo, morti sospette e piccoli traguardi in fatto di diritti civili. E non lo ha fatto da semplice spettatrice, ma utilizzando tutto il suo carisma ed esercitando il suo potere sul parlamento.

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The Crown – immagine by IMDB

Quando la giovane Elizabeth sale al trono, dopo la morte del padre George, re perché suo fratello Edward abdicò per amore, il secondo conflitto mondiale era ancora un ricordo vivido in tutta Europa e sullo scranno da Primo Ministro sedeva Winston Churchill, che rimarrà a ricoprire questa carica ancora per qualche tempo nonostante l’età avanzata. Churchill ed Elisabetta, il civico 10 di Dawning Street e Buckingham Palace, i due luoghi simbolo del potere del Commonwelth. I due inquilini sono spesso in disaccordo, ma mai nemici fino in fondo. Tra di loro si insinuano trame sottili e piccoli intrighi, ricatti e pettegolezzi scomodi che potrebbero anche compromettere la stabilità della Nazione.

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The Crown – immagine by IMDB

The Crown inizia con le nozze della giovane principessa con Philip e la crescente consapevolezza che da lì a poco, a giudicare dalle precarie condizioni di salute del sovrano in carica, suo padre George, avrebbe avuto l’onere e l’onore di comandare sull’intero Commonwealth. Prima di lei erano state importanti sovrane donne l’austera Elisabetta I e la ben più che longeva Vittoria (i cui primi anni di regno sono stati recentemente celebrati dalla televisione britannica con la miniserie Victoria). Per la giovane erede al trono si prospetta un compito arduo, complicato dalle continue tensioni con un primo ministro autoritario e da un mare di intrighi di palazzo. Due problemi su tutti: decidere come comportarsi durante le cerimonie ufficiali di corte con lo zio Edward, che non molti anni prima rinunciò alla corona per amore di Wally Simpson e l’amore proibito di sua sorella minore Margaret per un uomo sposato.

A vestire i panni della sovrana una sorprendentemente magnifica Claire Foy, che sembra nata per quel ruolo, alla quale si affianca un meno convincente Matt Smith nelle vesti di Filippo di Edimburgo.

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The Crown – immagine by IMDB

Netflix tenta il colpaccio e ci riesce senza nemmeno troppa fatica. Abbiamo imparato con il tempo a riconoscere al colosso dello streaming una qualità innegabile dei propri contenuti originali; oggi siamo qui a stupirci ancora una volta di fronte ad un lavoro ben fatto. Perché mentre assistiamo al declino di ogni originalità nel panorama televisivo internazionale (in Italia no, per fortuna qualcosa sta cambiando in meglio), la rete e in particolar modo le produzioni Netflix, sembrano aver trovato la ricetta perfetta: qualità, cast (quasi) impeccabile e l’attenzione per i dettagli, indispensabili per la credibilità di qualunque storia.

Sappiamo già che The Crown avrà una seconda stagione e la cosa non può che farci piacere. Approvato.