Serie TV

Wicked City

Il problema del reinventarsi, dopo aver conosciuto un successo mondiale con un personaggio, non è mai da sottovalutare, per un attore. Così Ed Westwick, dopo essere stato per molto tempo il Chuck Bass di Gossip Girl, sceglie di confermare il suo talento con un ruolo da serial killer.

La Wicked City che dà il titolo alla serie è la colorata e viziosa Los Angeles degli anni ’80, dove vive e lavora quello che sembrerebbe essere un brav’uomo, detective di professione, Jack Roth. Marito e padre di famiglia, nasconde – inevitabilmente – un lato più oscuro, fatto di rimpianti, tormenti ed una relazione con una bella collega. Le cose peggiorano inevitabilmente quando fa il suo trionfale ingresso in scena un nuovo serial killer, tanto efferato quanto sfrontato, che non ha paura di sfidare la polizia che gli dà la caccia.

 

Kent Granger è un bel giovanotto tranquillo, che vive da solo e apparentemente non ha alcuna voglia di accasarsi. Sembra talmente innocuo che la vicina spesso lascia sua figlia da lui quando deve uscire (immagine banale ma efficace). Ovviamente Kent nasconde il peggiore dei segreti. Spacciandosi ora per agente ora per ricco imprenditore, adesca giovani donne in un locale della Sunset Strip, il Whisky a GoGo con la più classica delle tecniche: dicendo loro quello che vorrebbero sentirsi dire. Una volta sedotte, le ignare fanciulle seguono Kent in un luogo appartato, dove lui prima le uccide, per poi abusare sessualmente del loro cadavere, ed infine le decapita.

Il modus operandi di questo soggetto è chiaramente ispirato a quello di un criminale realmente esistito e che uccideva le sue vittime nella stessa zona, Doug Clark. E proprio come Clark, Kent troverà tra le sue potenziali vittime, la donna che invece, contro ogni aspettativa, diventerà la sua partner anche nel crimine. In una delle sue serate al locale, Kent conosce infatti Betty Beaumontaine. Esattamente come lui, Betty è apparentemente la più innocua delle donne: infermiera e madre single di due bambini; in realtà anche lei nasconde bene un’indole sadica che prova piacere nel far soffrire gli altri.

In realtà in Wicked City ci sono ben 2 donne importanti nella vita del giovane killer: una sarà la compagna di vita criminale e l’altra la giornalista che lo ha visto in faccia ed intentificato come potenziale killer, una risorsa preziosa per la polizia di Los Angeles che sembra brancolare nel buio.

Insomma, sulla carta a Wicked City sembra non mancare nulla: un personaggio carismatico e affascinante, la sua compagna perfetta, le indagini della polizia e l’atmosfera anni ’80. Purtroppo spesso ad un’ottima idea non corrisponde una trasposizione altrettanto valida. In questo caso i problemi sono principalmente 2: l’emittente ABC e quella sensazione di già visto che accompagna lo spettatore fin dai primi minuti. In effetti già dal pilot non possiamo fare a meno di pensare al recente Aquarius di NBC o al cinematografico Zodiac (giusto per citarne uno) da cui Wicked City sembra attingere molto.

Per fortuna che le puntate previste sono solo 10 e la serie sembrerebbe essere autoconclusiva, altrimenti il confronto con illustri predecessori come Dexter sarebbe impietoso.

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